Ammalarsi nello spazio

Published by Stefano Orsenigo on

In questi giorni di quarantena ce lo siamo chiesti tutti: cosa succede se ci si ammala nello spazio?

Il comportamento del sistema immunitario è piuttosto differente in assenza di gravità e non siamo ancora riusciti a comprenderlo del tutto (a dire il vero, nemmeno qui sulla Terra). Possiamo però considerare gli ormai famosissimi “droplets”, ovvero le goccioline di saliva, che veicolano numerosissime infezioni.

Qui sulla Terra, esse cadono al suolo per gravità, riuscendo a raggiungere i malcapitati che si trovano al massimo entro un metro e mezzo di distanza dall’ammalato. In gravità ridotta tuttavia, l’agente patogeno continua a fluttuare a mezz’aria con agli astronauti, aumentando così la probabilità di infezione!

Si aggiungono poi una serie di problemi tecnici: la mancanza di medici, di presidi e di rifornimenti! Durante la missione Apollo 7 ad esempio, capitò che l’equipaggio si prese un raffreddore “collettivo” e terminarono sia tutti i farmaci… che i fazzoletti!

Orso

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